Giorgia Soresina

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Poesie d'attualità

1. Yugoslavia

Guardo il telegiornale e vedo quei

bambini.

Son bambini di guerra e i loro occhi

son pieni di paura

e tristezza...

Cerco di distrarmi da quell’immagine

e noto che fuori comincia a piovere.

Penso ancora, per un attimo, a quei

visi

e in quella pioggia ci vedo le loro

lacrime!

2. Ho visto...

Ho visto gente morire per le strade, morire

di fame!

Ho visto tanti handicappati bisognosi

d’aiuto!

Ho visto molti anziani soli, abbandonati

negli ospizi!

Ho visto per televisione le bombe, le armi,

le guerre!

Ho visto molte siringhe per terra.

Ti assicuro che ho visto veramente tanto...

anche se ho fatto veramente poco!

3. Zingaro

Oh, Jul dolce zingaro dagli occhi blu...

quanti ricordi in quella Jugoslavia

distrutta ora dalle bombe...

Chissà ora dove sei,

chissà se ancora ci sei...

Tu che mi prendevi per mano ogni sera

per portarmi su quella spiaggia a vedere

le barche pronte a gettare le loro reti...

Tu che parlavi a malapena l’italiano,

tu che mi guardavi intensamente

con quegli occhi blu

che risaltavano nel tuo viso scuro

e con quei capelli neri...

Ricordo l’ultimo giorno,

prima ch’io partissi mi hai preso ancora

per l’ultima volta la mano

e senza dirmi nulla

mi hai portato nel tuo campo,

tra la tua gente...

Gente che mi osservava con stupore,

gente che mi ha onorata e rispettata

come se fossi una di loro...

Tu zingaro dagli occhi blu

che mi hai insegnato cos’è la libertà,

che mi hai fatto camminare a piedi scalzi,

che mi hai insegnato ad amare

il mistero del mare di notte,

che il giorno della mia partenza

mi hai detto solo

"Ciao, ci vediamo l’estate prossima..."

Jul,

zingaro slavo,

da quell’estate un po’ zingara

lo sono rimasta anch’io e dopo tanti anni

non riesco a dimenticare quell’estate

in cui ho capito cosa vuol dire

vivere da zingaro!

4. Mafia

Aprii una porta e

mi ritrovai a girovagare felicemente

per un mondo dove

parlare è tradire

e tradire è morire...

La richiusi,

per riaprirne un’altra

ed ora giro e rigiro smarrita

per un mondo in cui

ancora devo imparare a vivere

e non a sopravvivere!

(Poesia premiata il 29/04/95 al "Premio

Internazionale di Poesia" Comune di

Canegrate. Pubblicata sia nell’opera

"Poesie Premiate" che sull'Agenda dei

Poeti '96 dalla Ot.Ma Editore)

5. Dimmi

Dimmi ragazzo splendido,

tu che vieni da lontano.

Dimmi se hai mai girato solo in una Milano

buia,

se ti sei mai addormentato in macchina

dopo aver fatto l’amore...

se ti sei mai ubriacato o se hai mai ballato

in mezzo alla strada...

Dimmi se sei mai morto dentro per Amore

di una donna,

se hai mai amato davvero una donna per

cui avresti rinunciato a tutto...

se hai mai visto barboni dormire in una

stazione coperti solo

da giornali e stracci, se hai mai preso per

mano una zingarella che

ti chiedeva un po’ di spiccioli per non

prendere le botte.

Se hai mai visto ragazzi morire all’angolo

di una strada per droga...

o ragazze madri che scelgono la

solitudine per amore dei loro bambini

rinunciando ad altri uomini

e ad altri amori, rinunciando a testa alta

per un sacrificio che sacrificio non è!

Dimmi se hai vissuto mai,

se hai vissuto ogni minuto senza fermarti

mai,

senza aver paura di vivere o di morire...

Dimmi, dimmi di te ragazzo se hai visto un po’

di mondo bello o brutto.

Dimmi di te perché io so solo scrivere

poesie per dirti di me...

6. Omertà

Morire per non

tradire l’onore,

aver paura

di parlare

per aver

paura di morire...

forse un altro mondo,

ma pur sempre il nostro...

7. Solitudine

Amica fedele,

che da anni mi tieni compagnia

ogni giorno.

Tu che ascolti i miei sfoghi,

che asciughi le mie lacrime,

che ti rallegri con le mie risate.

Ormai inseparabili io e te,

ormai una cosa sola.

Tu che mi proteggi da ogni delusione,

che ti offendi quando con nostalgia

ripenso a quando non ti conoscevo,

a quando nemmeno sapevo della

tua esistenza.

Ed io che a volte tento di

dividermi da te,

di fuggire lontano

per non pensarti più,

e poi tornare da te

per cercare conforto,

per sentirmi protetta…

Mentre mi abbandono alle lacrime

tu mi stringi tra le braccia,

e con un soffio di forza

le asciughi dal mio viso….

dolce amica solitudine!

8. Altruismo… (parola ormai dimenticata!)

La vita dura che a volte fa soffrire e

tu che credi di essere l'unico, il solo

al mondo ad avere avuto dei dolori, a

soffrire… il tuo comportamento, la tua

freddezza, la tua paura come se solo tu

avessi sofferto…

e allora chiedi…

chiedi ad una ragazza violentata che voleva

darsi solo al suo uomo…

chiedi ad un bambino orfano che voleva solo

due genitori…

chiedi ad un giovane uomo che perde moglie e

figlio in un incidente e che voleva solo vivere

con chi amava…

chiedi ad un malato di AIDS che non vuole

solo morire…

chiedi ad una prostituta schiava della strada

che vuole solo la sua libertà…

chiedi ad un bambino del Terzo Mondo che

muore di fame e che vuole solo mangiare…

chiedi ad una persona che sta morendo di

tumore e vuole solo vivere…

chiedi a chi vuoi, chiedi a chiunque…

e quando le tue orecchie saranno pronte per

ascoltare ed i tuoi occhi saranno pronti per

vedere… ti accorgerai che il mondo è pieno di

sofferenza, che non sei solo, che il mondo è

fatto di gente come te…

…e allora non pensare a te, tendi ad un altro

la mano che tu avresti voluto,

magari il suo dolore e la sua sofferenza non

passeranno,

ma saranno più sopportabili,

perché non si sentirà più solo…

9. Strano destino dei poeti....

Le persone si domandano

perché scrivono...

forse per soldi

o per smania di successo

o per provare a trovare notorietà....

ed invece niente di tutto ciò

li spinge a scrivere!

I poeti come i pittori

sono tra i pochi che,

se la trovano la notorietà,

la trovano quando non se la possono più godere...

quando la vita si dimentica di loro

la gente li scopre o li ricorda!

Strano destino quello dei poeti,

che scrivono le stagioni della vita

belle o brutte che siano,

che vogliono trasmettere emozioni,

pensieri, sensazioni...

E scrivono d’amore, di sofferenza,

di vita ed in alcuni casi sono considerati

"poeti maledetti",

troppo duri,

troppo realistici,

troppo poco sognatori...

mentre ognuno di loro

vede la vita un po’ diversamente

dalla massa,

si sofferma su ciò che ha attorno,

vive di emozioni,

di sogni e di grandi ideali!

Strano destino quello dei poeti,

che scrivono oggi e

verranno capiti solo domani!

10. Due Grandi Uomini...Giovanni e Paolo!

Uomini duri,

che niente poteva abbattere,

coi loro occhi scuri,

sempre in movimento,

come se potessero guardare sempre

ogni cosa da ogni angolazione possibile...

Grandi Uomini, Giovanni e Paolo,

che di nulla avevano paura,

che hanno atteso la morte

con coraggio e senso di sfida,

consapevoli che,

come due sub professionisti,

erano scesi nel blu degli abissi,

scoprendone qualche segreto

ed in qualche modo

con le loro lance

avevano indebolito i tentacoli

di quella grande piovra....

Grandi Uomini,

che a distanza di 57 giorni l’uno dall’altro,

hanno fatto saltare per aria,

come piccoli soldatini di latta,

come se non fossero mai stati nulla,

mentre la terra si apriva in enormi crateri sotto di loro...

Due Grandi Uomini,

che nemmeno la morte ha potuto cancellare,

nemmeno quegli immensi crateri,

sono riusciti a far sparire le loro gesta...

Credevano di essere soli,

forse abbandonati dalla gente,

ma la gente ha gridato i loro nomi,

in centomila hanno commemorato quel giorno...

ma milioni di persone, ancora oggi, ammirano

e ricordano questi Due Grandi Uomini.

 

11. Lacrime Americane

Tre giorni dopo,

il grigiore sembra non

abbandonar il cielo americano…

…la pioggia, lacrime della natura,

si unisce a migliaia di lacrime umane,

mentre qualcuno sta decidendo

una nuova guerra…e nuovi sacrifici di

vite innocenti!

Nota: 14 Settembre 2001

 

 

12. Fiammifero

Quel fiammifero buttato nervosamente per

terra,

buttato da una persona qualunque.

Si sta spegnendo piano piano...esso

prima si accende, poi brucia lento, infine

si spegne.

Il mondo è una scatola di fiammiferi: tutti

nascono, vivono, muoiono.

Ed io ora sono quel fiammifero esso sta

bruciando ed io sto vivendo ma quando si

spegnerà io mi spegnerò con lui.

 

13. Dio

Mi sdraio sul letto, esausta...

socchiudo gli occhi e ripenso alla vita.

Nella mia mente molte immagini si

alternano, si sovrappongono,

si fermano.

Ripenso a quei momenti di solitudine,

a quei momenti in cui la vita mi stava

stretta, al dolore.

Sento il cuore farmi male mentre mi

domando se esiste un Dio.

Qualcuno d’un tratto sussurra "Tu hai tutto

questo... queste immagini, questi ricordi".

E solo ora capisco: "Io ho vissuto!"

 

 

14. Il cielo può aspettare

Voglia di morire,

voglia di andare via

per sempre

da una vita che ormai

non sento più mia...

Ritrovarmi in quel letto d’ospedale

e non sapere più che fare,

dove andare...

Guardo i miei familiari, sconvolti...

ora ho deciso cosa fare,

il cielo può ancora aspettare!

 

 

15. Il tuo papà

Caro figlio mio, è tua madre che ti parla.

Hai solo due anni e forse non riuscirai

neanche a capire ciò che ti dirò.

La tua giovane mamma ventenne oggi è

molto,

ma molto triste...

E’ un anniversario tristissimo, oggi.

E’ ormai un anno che siamo rimasti soli,

che il tuo papà è morto.

Sì! ha preferito sua "sorella" al nostro

amore, ha preferito quella roba bianca,

quelle siringhe, quella droga che poi ce lo

hanno ucciso...

Sì, è stata la droga l’amante del tuo papà, è

stata lei che ce lo ha ucciso...

ed è lei che odio oggi, lei così egoista che

non ha pensato neanche a noi...

L’ hanno trovato con una siringa nel braccio

all’angolo di una strada...

per il mondo era un drogato qualunque ma

per noi era molto importante, era la nostra

vita!

Ricordo che era molto fiero di te ed a

quest’ora lo sarebbe stato ancora di più

se avesse avuto il tempo di sentirti

chiamare "Mamma" e "Papà".

No, figlio mio! Non chiamarlo, papà non c’è

e non tornerà più...

perché papà è morto da un anno per colpa

di quella donna dalla carnagione bianca

che lo faceva sognare,

che gli faceva dimenticare tutto...la droga!

 

 

16. Voglia di vivere

Rido e scherzo

ma la gente attorno a me sembra

guardarmi,

con un misto di compassione e tenerezza.

Faccio finta di nulla,

anche davanti agli occhi pieni di

disperazione

di mio marito e mio figlio.

Alla consapevolezza dell’atmosfera intorno

a me

mi sento male,

una fitta al cuore che mi trafigge come una

spada,

una fitta che mi colpisce molto più

nell’animo che nel fisico.

Un dolore che si aggiunge al mio.

Ma io vivrò, io vivrò e vincerò questa

battaglia,

contro questo nemico misterioso,

che mi colpisce facendomi del male ogni

giorno sempre di più.

Ed io combatto sempre più agguerrita,

sempre con più voglia di vivere,

perché tu non possa vincere con me,

e tu perderai almeno questa volta,

TU...TUMORE!

 

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