Poesie d'attualità
1. Yugoslavia
Guardo il telegiornale e vedo quei
bambini.
Son bambini di guerra e i loro occhi
son pieni di paura
e tristezza...
Cerco di distrarmi da quell’immagine
e noto che fuori comincia a piovere.
Penso ancora, per un attimo, a quei
visi
e in quella pioggia ci vedo le loro
lacrime!
2. Ho visto...
Ho visto gente morire per le strade, morire
di fame!
Ho visto tanti handicappati bisognosi
d’aiuto!
Ho visto molti anziani soli, abbandonati
negli ospizi!
Ho visto per televisione le bombe, le armi,
le guerre!
Ho visto molte siringhe per terra.
Ti assicuro che ho visto veramente tanto...
anche se ho fatto veramente poco!
3. Zingaro
Oh, Jul dolce zingaro dagli occhi blu...
quanti ricordi in quella Jugoslavia
distrutta ora dalle bombe...
Chissà ora dove sei,
chissà se ancora ci sei...
Tu che mi prendevi per mano ogni sera
per portarmi su quella spiaggia a vedere
le barche pronte a gettare le loro reti...
Tu che parlavi a malapena l’italiano,
tu che mi guardavi intensamente
con quegli occhi blu
che risaltavano nel tuo viso scuro
e con quei capelli neri...
Ricordo l’ultimo giorno,
prima ch’io partissi mi hai preso ancora
per l’ultima volta la mano
e senza dirmi nulla
mi hai portato nel tuo campo,
tra la tua gente...
Gente che mi osservava con stupore,
gente che mi ha onorata e rispettata
come se fossi una di loro...
Tu zingaro dagli occhi blu
che mi hai insegnato cos’è la libertà,
che mi hai fatto camminare a piedi scalzi,
che mi hai insegnato ad amare
il mistero del mare di notte,
che il giorno della mia partenza
mi hai detto solo
"Ciao, ci vediamo l’estate prossima..."
Jul,
zingaro slavo,
da quell’estate un po’ zingara
lo sono rimasta anch’io e dopo tanti anni
non riesco a dimenticare quell’estate
in cui ho capito cosa vuol dire
vivere da zingaro!
4. Mafia
Aprii una porta e
mi ritrovai a girovagare felicemente
per un mondo dove
parlare è tradire
e tradire è morire...
La richiusi,
per riaprirne un’altra
ed ora giro e rigiro smarrita
per un mondo in cui
ancora devo imparare a vivere
e non a sopravvivere!
(Poesia premiata il 29/04/95 al "Premio
Internazionale di Poesia" Comune di
Canegrate. Pubblicata sia nell’opera
"Poesie Premiate" che sull'Agenda
dei
Poeti '96 dalla Ot.Ma Editore)
5. Dimmi
Dimmi ragazzo splendido,
tu che vieni da lontano.
Dimmi se hai mai girato solo in una Milano
buia,
se ti sei mai addormentato in macchina
dopo aver fatto l’amore...
se ti sei mai ubriacato o se hai mai ballato
in mezzo alla strada...
Dimmi se sei mai morto dentro per Amore
di una donna,
se hai mai amato davvero una donna per
cui avresti rinunciato a tutto...
se hai mai visto barboni dormire in una
stazione coperti solo
da giornali e stracci, se hai mai preso per
mano una zingarella che
ti chiedeva un po’ di spiccioli per non
prendere le botte.
Se hai mai visto ragazzi morire all’angolo
di una strada per droga...
o ragazze madri che scelgono la
solitudine per amore dei loro bambini
rinunciando ad altri uomini
e ad altri amori, rinunciando a testa alta
per un sacrificio che sacrificio non è!
Dimmi se hai vissuto mai,
se hai vissuto ogni minuto senza fermarti
mai,
senza aver paura di vivere o di morire...
Dimmi, dimmi di te ragazzo se hai visto un po’
di mondo bello o brutto.
Dimmi di te perché io so solo scrivere
poesie per dirti di me...
6. Omertà
Morire per non
tradire l’onore,
aver paura
di parlare
per aver
paura di morire...
forse un altro mondo,
ma pur sempre il nostro...
7. Solitudine
Amica fedele,
che da anni mi tieni compagnia
ogni giorno.
Tu che ascolti i miei sfoghi,
che asciughi le mie lacrime,
che ti rallegri con le mie risate.
Ormai inseparabili io e te,
ormai una cosa sola.
Tu che mi proteggi da ogni delusione,
che ti offendi quando con nostalgia
ripenso a quando non ti conoscevo,
a quando nemmeno sapevo della
tua esistenza.
Ed io che a volte tento di
dividermi da te,
di fuggire lontano
per non pensarti più,
e poi tornare da te
per cercare conforto,
per sentirmi protetta…
Mentre mi abbandono alle lacrime
tu mi stringi tra le braccia,
e con un soffio di forza
le asciughi dal mio viso….
dolce amica solitudine!
8. Altruismo…
(parola ormai dimenticata!)
La vita dura che a volte fa soffrire e
tu che credi di essere l'unico, il solo
al mondo ad avere avuto dei dolori, a
soffrire… il tuo comportamento, la tua
freddezza, la tua paura come se solo tu
avessi sofferto…
e allora chiedi…
chiedi ad una ragazza violentata che voleva
darsi solo al suo uomo…
chiedi ad un bambino orfano che voleva solo
due genitori…
chiedi ad un giovane uomo che perde moglie e
figlio in un incidente e che voleva solo vivere
con chi amava…
chiedi ad un malato di AIDS che non vuole
solo morire…
chiedi ad una prostituta schiava della strada
che vuole solo la sua libertà…
chiedi ad un bambino del Terzo Mondo che
muore di fame e che vuole solo mangiare…
chiedi ad una persona che sta morendo di
tumore e vuole solo vivere…
chiedi a chi vuoi, chiedi a chiunque…
e quando le tue orecchie saranno pronte per
ascoltare ed i tuoi occhi saranno pronti per
vedere… ti accorgerai che il mondo è pieno di
sofferenza, che non sei solo, che il mondo è
fatto di gente come te…
…e allora non pensare a te, tendi ad un altro
la mano che tu avresti voluto,
magari il suo dolore e la sua sofferenza non
passeranno,
ma saranno più sopportabili,
perché non si sentirà più solo…
9. Strano destino dei poeti....
Le persone si domandano
perché scrivono...
forse per soldi
o per smania di successo
o per provare a trovare notorietà....
ed invece niente di tutto ciò
li spinge a scrivere!
I poeti come i pittori
sono tra i pochi che,
se la trovano la notorietà,
la trovano quando non se la possono più godere...
quando la vita si dimentica di loro
la gente li scopre o li ricorda!
Strano destino quello dei poeti,
che scrivono le stagioni della vita
belle o brutte che siano,
che vogliono trasmettere emozioni,
pensieri, sensazioni...
E scrivono d’amore, di sofferenza,
di vita ed in alcuni casi sono considerati
"poeti maledetti",
troppo duri,
troppo realistici,
troppo poco sognatori...
mentre ognuno di loro
vede la vita un po’ diversamente
dalla massa,
si sofferma su ciò che ha attorno,
vive di emozioni,
di sogni e di grandi ideali!
Strano destino quello dei poeti,
che scrivono oggi e
verranno capiti solo domani!
10. Due Grandi Uomini...Giovanni
e Paolo!
Uomini duri,
che niente poteva abbattere,
coi loro occhi scuri,
sempre in movimento,
come se potessero guardare sempre
ogni cosa da ogni angolazione possibile...
Grandi Uomini, Giovanni e Paolo,
che di nulla avevano paura,
che hanno atteso la morte
con coraggio e senso di sfida,
consapevoli che,
come due sub professionisti,
erano scesi nel blu degli abissi,
scoprendone qualche segreto
ed in qualche modo
con le loro lance
avevano indebolito i tentacoli
di quella grande piovra....
Grandi Uomini,
che a distanza di 57 giorni l’uno dall’altro,
hanno fatto saltare per aria,
come piccoli soldatini di latta,
come se non fossero mai stati nulla,
mentre la terra si apriva in enormi crateri sotto di loro...
Due Grandi Uomini,
che nemmeno la morte ha potuto cancellare,
nemmeno quegli immensi crateri,
sono riusciti a far sparire le loro gesta...
Credevano di essere soli,
forse abbandonati dalla gente,
ma la gente ha gridato i loro nomi,
in centomila hanno commemorato quel giorno...
ma milioni di persone, ancora oggi, ammirano
e ricordano questi Due Grandi Uomini.
11. Lacrime Americane
Tre giorni dopo,
il grigiore sembra non
abbandonar il cielo americano…
…la pioggia, lacrime della natura,
si unisce a migliaia di lacrime umane,
mentre qualcuno sta decidendo
una nuova guerra…e nuovi sacrifici di
vite innocenti!
Nota: 14 Settembre 2001
12.
Fiammifero
Quel fiammifero buttato nervosamente
per
terra,
buttato da una persona qualunque.
Si sta spegnendo piano piano...esso
prima si accende, poi brucia lento,
infine
si spegne.
Il mondo è una scatola di
fiammiferi: tutti
nascono, vivono, muoiono.
Ed io ora sono quel fiammifero esso
sta
bruciando ed io sto vivendo ma quando
si
spegnerà io mi spegnerò con lui.
13.
Dio
Mi sdraio sul letto, esausta...
socchiudo gli occhi e ripenso alla
vita.
Nella mia mente molte immagini si
alternano, si sovrappongono,
si fermano.
Ripenso a quei momenti di solitudine,
a quei momenti in cui la vita mi
stava
stretta, al dolore.
Sento il cuore farmi male mentre mi
domando se esiste un Dio.
Qualcuno d’un tratto sussurra
"Tu hai tutto
questo... queste immagini, questi
ricordi".
E solo ora capisco: "Io ho
vissuto!"
14.
Il cielo può aspettare
Voglia di morire,
voglia di andare via
per sempre
da una vita che ormai
non sento più mia...
Ritrovarmi in quel letto d’ospedale
e non sapere più che fare,
dove andare...
Guardo i miei familiari, sconvolti...
ora ho deciso cosa fare,
il cielo può ancora aspettare!
15.
Il tuo papà
Caro figlio mio, è tua madre che ti
parla.
Hai solo due anni e forse non
riuscirai
neanche a capire ciò che ti dirò.
La tua giovane mamma ventenne oggi è
molto,
ma molto triste...
E’ un anniversario tristissimo,
oggi.
E’ ormai un anno che siamo rimasti
soli,
che il tuo papà è morto.
Sì! ha preferito sua
"sorella" al nostro
amore, ha preferito quella roba
bianca,
quelle siringhe, quella droga che poi
ce lo
hanno ucciso...
Sì, è stata la droga l’amante del
tuo papà, è
stata lei che ce lo ha ucciso...
ed è lei che odio oggi, lei così
egoista che
non ha pensato neanche a noi...
L’ hanno trovato con una siringa
nel braccio
all’angolo di una strada...
per il mondo era un drogato qualunque
ma
per noi era molto importante, era la
nostra
vita!
Ricordo che era molto fiero di te ed
a
quest’ora lo sarebbe stato ancora
di più
se avesse avuto il tempo di sentirti
chiamare "Mamma" e
"Papà".
No, figlio mio! Non chiamarlo, papà
non c’è
e non tornerà più...
perché papà è morto da un anno per
colpa
di quella donna dalla carnagione
bianca
che lo faceva sognare,
che gli faceva dimenticare tutto...la
droga!
16.
Voglia di vivere
Rido e scherzo
ma la gente attorno a me sembra
guardarmi,
con un misto di compassione e
tenerezza.
Faccio finta di nulla,
anche davanti agli occhi pieni di
disperazione
di mio marito e mio figlio.
Alla consapevolezza dell’atmosfera
intorno
a me
mi sento male,
una fitta al cuore che mi trafigge
come una
spada,
una fitta che mi colpisce molto più
nell’animo che nel fisico.
Un dolore che si aggiunge al mio.
Ma io vivrò, io vivrò e vincerò
questa
battaglia,
contro questo nemico misterioso,
che mi colpisce facendomi del male
ogni
giorno sempre di più.
Ed io combatto sempre più
agguerrita,
sempre con più voglia di vivere,
perché tu non possa vincere con me,
e tu perderai almeno questa volta,
TU...TUMORE!
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